Triglia di bosco

Triglia di bosco

20/05/2017

La novità di oggi è la scorperta di una persona eccezionale…un ragazzo di quaranta anni docente presso l’Alberghiero di Piobbico, un piccolo paese dell’entroterra marchigiano, a dodici chilometri da Acqualagna capitale del Tartufo.

Una persona 4 parole che descrivono il suo essere e quello che un cuoco dovrebbe essere…

Felicità, cioè preoccuparsi sempre che il cliente sia soddisfatto del mio lavoro

Passione, quella che serve per svolgere il lavoro del cuoco

Sacrificio, un aspetto radicato nel mio DNA senza sacrificio non si ottiene nulla e niente è facile

Lavoro, l’attività che riempie tutte le nostre giornate dando dignità alla persona…

Umiltà, non pensare mai di essere arrivati ma avere sempre fame di conoscenza

“Guardate pure Masterchef, Hell’s Kitchen e tutto quello che vi viene in mente. Nulla, nemmeno l’ultima serie di CSI col serial killer che ha messo nel piatto il concorrente di un talent culinario, riuscirà a darvi l’idea di come se la passa un cuoco. Attenzione, non sto parlando dell’aristochef che si gira le tv e i magazine gossippari, ma del tipo che fa il lavoro sporco, incatenato alla base della catena alimentare per nutrire noi gastronomi, gastrofighetti e aspiranti tali.

Se il paradiso della cucina è pieno di chef arcangeli che sorridono beati dal furgone delle patatine San Carlo, con gli ingredienti in odore di santità, l’inferno è uguale a quello di Dante, con tanto di fiamme, calore e punizioni corporali.”

Grazie Roberto Dormicchi
www.trigliadibosco.it